Gioco: Arthur - La Vendetta Di Maltazard per PS3 | Video Game
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ARTHUR - LA VENDETTA DI MALTAZARD - PS3

Versione: Videogiochi
ARTHUR - LA VENDETTA DI MALTAZARD - PS3

Arthur e la vendetta di Maltazard è il titolo tratto dal film di Luc Besson, sequel di quell' Arthur e il popolo dei Minimei uscito anni fà. Il gioco è strutturato come un party...... leggi la trama completa

Genere: Giochi D'avventura ps3
Piattaforma: Giochi Per ps3
Distributore: Ubi Soft

Voto medio 5
Voto medio 5 su 5
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ARTHUR - LA VENDETTA DI MALTAZARD - PS3 - trailer/screenshot

Arthur e la vendetta di Maltazard è il titolo tratto dal film di Luc Besson, sequel di quell' Arthur e il popolo dei Minimei uscito anni fà.

Il gioco è strutturato come un party game da gustare in famiglia o insieme ai propri amici e promette tanto divertimento attraverso decine di minigames. Gli appassionati della pellicola potranno immergersi nell'universo fiabesco che hanno imparato ad amare al cinema.
Numero Giocatori:1
Supporto Online:Non gestito
Sistema Video:PAL
Lingua Software:Italiano
Lingua Manuale:Italiano
Supporto:BLU-RAY DISC
Eta' minima consigliataEtà minima consigliata: 7 anni
Che cos'è il PEGI?
Requisiti hardware e software:Console Sony PlayStation® 3
Distributore:UBI SOFT
ARTHUR - LA VENDETTA DI MALTAZARD - PS3 - Recensioni
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Alessandro
06/08/2010
Voto 5 5 su 5

Il piccolo Arthur torna a Villa Granny, la grande casa di campagna, dove dieci lune prima aveva fatto conoscenza con Selenia e il minuscolo popolo dei Minimei. Quando un ragno gli consegna un granello di riso con una richiesta di aiuto, Arthur non si pone domande, è certamente Selenia che gli comunica di essere in pericolo. Il giovane eroe si precipita nel regno dei Minimei, ma dovrà vedersela con le terribili truppe di Krob, il nuovo tiranno dei Sette Regni, combatterà contro i malvagi topi, le perfide rane e i disgustosi ragni pelosi. Ma una volta raggiunto il villaggio scopre che nessuno gli ha inviato alcun messaggio. Si tratta, forse, di un tranello del cattivissimo Maltazard, che vuole vendicarsi del passato. Non c’è che dire, Luc Besson si è proprio innamorato dei sui piccoli esseri che vivono tra i fili d’erba del giardino dietro casa. La vicenda raccontata dal secondo episodio cinematografico (a sua volta ispirato da un romanzo dello stesso Besson) prende luogo circa dieci mesi dopo le vicende raccontate dal primo film. Il piccolo popolo dei Minimei non è cambiato ma Arthur è cresciuto e ha preso maggior consapevolezza di se stesso, delle sue capacità e dei suoi sentimenti. Il messaggio per il pubblico più giovane è sempre lo stesso: la fantasia, la passione e la crescita sono gli elementi fondamentali per lo sviluppo di un preadolescente, ma questo è il significato più ovvio e scontato. Dal punto di vista tecnico nulla da eccepire. Besson gioca nuovamente la carta del doppio registro cinematografico, con il classico incipit con attori in carne e ossa, per poi trasformare il mondo in miniatura in una proiezione digitale in chiave fortemente fantasy, visivamente affascinante soprattutto per un forte impatto dell’impianto scenografico, quasi al limite del iper-realismo fotografico. Il character design dei personaggi dalle fattezze (quasi) umane si conferma come un elemento critico per il cinema di animazione computerizzata. I Minimei ancora soffrono di rigidità articolare, di ispessimento della cute facciale e di continue variazioni del peso corporeo (quasi smaterializzandosi nelle scene più frenetiche), sindromi tipiche che affliggono i corpi virtuali dei “cartoni animati”.